Dislessia e Brain Gym

Un valido strumento per aiutare chi soffre di dislessia

In questo video troverai un esercizio di Brain Fitness ottimo per aiutare anche i bambini che hanno problemi di dislessia.

Questo esercizio aiuta i dislessici grazie il riallineamento degli emisferi celebrali ma lo stesso esercizio può aiutare anche te perché allineare gli emisferi celebrali significa amplificare anche migliaia di volte la propria intelligenza, creatività ed intuito.


Sappiate che nel 1991 la National Learning Foundation ha riconosciuto il Brain Gym nel mondo anglosassone americano, come una delle migliori metodologie nel campo dell’apprendimento e lo insegna agli insegnanti perché utilizzino questa strategie nelle scuole quando hanno difficoltà.

Perché un dislessico ha un blocco totale sulla lateralità quindi o è solo creativo o è solo razionale

Attenzione non è che è sempre solo creativo. Ma quando è creativo non è razionale e viceversa.

Perché può utilizzare a compartimenti stagni i neuroni.

Quindi quando noi proponiamo questo esercizio ad un bambino o ad un adulto che sia dislessico, farà così.

E più gli dici “oh guardami” così lui vi guarda, più non riesce a capire qual è la differenza; allora ci sono gli esercizi ulteriori.

Si mette un nastrino rosso qui e qui e un altro bianco qui: cioè razionalmente portano il braccio al ginocchio giusto ma la parte intuitiva gli fa alzare quell’altro.

Uno, due minuti al giorno di questi esercizi dopo uno mese, due mesi la persona riesce e si nota un forte miglioramento nella dislessia. Nessuno di voi è dislessico però per dirvi che questo esercizio è uno degli esercizi che Paul Denison, il padre del Brain Gym, indica come uno dei più potenti esercizi neurologici di integramento, integrazione sulla lateralità quindi lo propone un minuto al giorno tutti i giorni della propria vita.

[Scusi la terza qual era?]

Marcello dice: “la terza?”

La terza è questa.

Cioè c’è una sorta di separazione che non è più sulla lateralità ma è sull’alto-basso. Cioè il basso va in un modo e l’alto va nell’altro.

Per  questo non c’è soluzione.

Non riguarda la creatività. Sarebbe un discorso che prenderebbe un quarto d’ora. Poi magari dopo ci fermiamo e ti do il nome del medico bravo.