Misure del cervello

Quali sono le dimensioni importanti nel cervello?

Se sei arrivato su questa pagina, posso immaginare che tu sappia che le le potenzialità del nostro cervello sono enormi e che tu sia interessato a migliorare la tua creatività, la tua integrazione emisferica e la tua memoria attraverso il Brain Fitness.

In questi video infatti scoprirai una serie di esercizi fisico-mentali eccezionali, che tra l’altro ho presentato tempo fa al Politecnico di Milano .

In questo primo video troverai la presentazione dell’evento stesso da parte del Professor Federico Ramponi.

Bene, grazie Federico, grazie anche agli altri docenti che mi hanno dato questa opportunità e benvenuti a tutti.

Io vi ringrazio innanzi tutto, sarà mio compito intrattenervi per un’oretta e mezza su come sia possibile migliorare la creatività quotidiana utilizzando un pochino gli oggetti che comunemente ogni giorno abbiamo sotto le mani.

Infarciremo questi divertenti esercizi anche con qualche cosa di più “serio”, di più scientifico, che si chiama Brain Gym, traduzione letterale ginnastica del cervello, che nasce nel 1970-73 in California, (ahimè dagli americani qualcosa dobbiamo sempre imparare), io pur non essendo filo-americano devo riconoscere che su certe cose, soprattutto nel campo dell’apprendimento e delle performance umane sono circa 25 anni avanti.

Però piano piano ci arriviamo anche noi. Quindi devo dire che voi avete la particolarità di essere tra i primi in assoluto ad avere queste informazioni, nel senso che abbiamo già fatto degli interventi in Assolombarda, che è la confindustria lombarda, e anche in varie altre aziende multinazionali.

E quando il Prof. Federico Ramponi mi ha proposto di venire a fare questa lezione, direi che ho aderito con grande entusiasmo, primo perché ci sono zero slide,  non ne ho portata volutamente neanche una, faremo solo ed esclusivamente esercizi con l’obiettivo di fare qualcosa di estremamente utile però divertendoci , ok?

Quali sono gli esercizi che io ho selezionato per voi? Beh alcuni di questi esercizi sono presi, ripeto, dall’utilizzo di oggetti che  quotidianamente utilizziamo.

Cosa si intende per dimensioni del cervello? A che serve conoscere questo? Guarda il video e lo scoprirai… 😉


Prima però di arrivare a questo volevo fare con voi un test neurologico per vedere un po’ come siete messi a cervello.

“Prendiamola come gioco”,  ricordo la prima volta che anche io ho cercato di farli ci sono rimasto piuttosto male perché cose che mi sembravano di una facilità incredibile non riuscivo a farle.

Quindi prendiamola  come gioco.

Innanzi tutto diamo una spiegazione rapidissima  su qual è l’obiettivo di questi esercizi neurologici.

Beh… immaginate il cervello, immaginate il cervello proprio a livello tridimensionale come se fosse appoggiato su questo tavolo. Le dimensioni che sostanzialmente i neurologi riconoscono a questo organo sono tre. A livello di design diremo altezza, larghezza, profondità, qui si chiamano:

  • lateralità e quindi la dimensione di integrazione tra emisfero destro ed emisfero sinistro
  • la dimensione della centratura che è la dimensione dell’altezza
  • e poi la focalizzazione che sarebbe la dimensione anteroposteriore.

Allora perché è così importante spiegare questi tre elementi a livello del nostro cervello: perché tutto quello che voi fatte quotidianamente:  studiare, apprendere, giocare, divertirvi, mangiare e via discorrendo,  è regolato dall’utilizzo di questo organo che è composto all’atto della nascita da circa 100 miliardi di neuroni.

Mi verrebbe da fare la battuta: “chi più, chi meno”. In realtà tutti ce ne hanno circa 100 miliardi …poi  bisogna vedere quanti uno ne utilizza.

C’è chi li utilizza a corrente alternata, chi ora a destra e ora a sinistra chi ora davanti ora di dietro ma il concetto è che non importa, paradossalmente, quanti ne utilizziamo ma soprattutto se li utilizziamo in maniera equilibrata, cioè se accendiamo tutto il cervello.

Paragonando questi neuroni come le lucine di un albero di natale che si accende solo da una parte. C’è qualche cosa che non va. Questo perché?

Perché il cervello è l’unico organo dell’essere umano che pur essendo simmetrico, cioè essendo dotato di una parte destra e  sinistra, è dotato di una fortissima specializzazione emisferica.

Mi spiego meglio. Se il polmone sinistro momentaneamente si ammala quello destro lo può aiutare facendo la stessa identica cosa: la funzione è la stessa quella della respirazione. Così i reni, gli occhi. Mentre invece il cervello ha questa fortissima specializzazione emisferica, e quindi se una certa area neurologica a destra può svolgere una certa funzione A, l’omologa di sinistra fa una cosa completamente diversa.

Questa questione della specializzazione emisferica è stata studiata da molte persone tra cui uno che ci ha preso pure un Nobel è che si chiamava Roger Sperry che è riuscito ad individuare tutte le funzioni specifiche dell’emisfero sinistro e di quello destro.

Quindi uno degli obiettivi del Brain Gym è quello di integrare i due emisferi perché, ad esempio, la creatività, è una delle tantissime funzioni celebrali che, secondo gli esperti, nel 98% della popolazione mondiale risiede nell’emisfero destro. Mentre a sinistra ci sono le funzioni prevalentemente logiche, razionali, analitiche a destra ci sono quelle intuitive, creative, emozionali e così via.

Allora, siccome la creatività è un elemento molto, molto importante, esistono degli esercizi che vanno a stimolare le aree neurologiche della creatività.

È molto importante che destra e sinistra collaborino (ogni riferimento politico è puramente casuale).

Anche perché,  il tipo di formazione che in Italia e in europa abbiamo sin dalle elementari, va a stimolare prevalentemente l’ emisfero sinistro che è quello appunto razionale, analitico è quello destro di solito passa in secondo piano.

Cosa esattamente opposta a ciò che succede nel mondo orientale dove magari noi li vediamo con la testa tra le nuvole ma effettivamente sono in una dimensione completamente diversa (destra) che è misurabile.

Se vuoi attaccate gli elettrodi al nostro cervello possiamo addirittura misurare i cicli del nostro cervello, le fasi del nostro cervello che è paragonabile ad un motore elettrico, infatti, l’elettroencefalogramma cosa fa?

Misura gli Hertz. Gli Hertz rappresentano il nostro contagiri, omologo del contagiri della macchina. Mentre nella macchina ci sono mille, duemila, quattromila giri al minuto il nostro contagiri del cervello lavora in Hertz che come voi sapete sono giri al secondo.

Calcolate che in questo momento voi se siete nella fase definita Beta, cioè nella fase di veglia, se siete nella fase di veglia, il vostro cervello dovrebbe girare mediamente tra 12 e 35 Hertz diciamo 30 per comodità di calcolo, circa 1800 giri al minuto.

Possiamo dare più gas, ma quanto al massimo? Beh è stato visto che 70/80 Hertz è un pochino il “fuorigiri” del nostro cervello mentre 8/12 Hertz rappresenta l’intervallo ideale di funzionamento del nostro cervello per creatività e apprendimento.

Quindi esistono proprio delle metodologie, da tutti magari conosciute come tecniche di rilassamento, che inducono il nostro cervello a girare ad un regime specifico, che va tra 8 e 12 Hertz, diciamo 10 per comodità di calcolo che sono circa 600 giri al minuto, ok?

È talmente importante integrare l’emisfero destro e l’emisfero sinistro che ci sono degli esercizi di Brain Gym che lavorano sulla lateralità, cioè sulla integrazione neurologica tra emisfero destro ed emisfero sinistro.

Poi ci sono altri esercizi che integrano il cervello nella dimensione chiamata della focalizzazione (anteroposteriore), vediamo un esempio pratico.

Quand’è che lavora la parte posteriore del cervello?

Per esempio quando memorizziamo una informazione.

Se voi vi sottoponeste ad una PET, che cos’è una PET (Tomografia ad Emissione di Positroni) una sorta di lastra del cervello che lo fa vedere a colori, tanto più il colore è acceso tanto più i neuroni stanno funzionando, tanto più è scuro tanto più sta in una fase alfa avanzata.

Ogni volta che noi memorizziamo qualcosa, cioè creiamo la fase dell’input, si accende, si attiva la parte posteriore.

La parte posteriore è un po’ la cantina, quando voi avete qualche cosa che non sapete dove mettere perché non c’è posto la mettete in cantina.

Il problema non è tanto metterla quando dopo qualche mese ritrovarla.

Cioè io so perfettamente che ero andato a metterla in cantina, apro trovo fisicamente una montagna di roba e trovarla non è sempre facile.

L’omologo è la parola sulla punta della lingua.

Vi è mai capitato di avere la parola sulla punta della lingua?

Magari all’esame, “Lo sapevo, lo sapevo…”, “Non mi viene…”, poi magari mezz’ora dopo pensando a tutt’altro in una situazione non più di stress il cervello mi da l’informazione, ahimè magari è troppo tardi, ma che cosa è successo?

È successo che nel magazzino c’era l’informazione, ha questo punto il neurone deve iniziare a fare la staffetta, vedete proprio il neurone in canottiera che corre e deve arrivare nella parte anteriore perché qua ce la fase dell’output qua c’è la memorizzazione, qua c’è il ricordo è il fatto che noi andiamo in cantina e la troviamo la dove l’avevamo messa.

Se in questa staffetta c’è ogni tanto un inghippo l’informazione non arriva, l’inghippo è definito come stress, lo stress può essere dovuto a vari fattori, ma cosa provoca?

La depolarizzazione delle membrane cellulari, quindi dei neuroni e l’informazione non riesce a passare al neurone successivo, cioè a quello con il testimone lì e dice “oh!” e quell’altro neurone non riesce a prenderlo.

Appena finisce lo stress, cioè ce ne andiamo di fronte, eravamo di fronte al docente ce ne andiamo dopo mezz’ora ecco che arriva l’informazione.

Troppo tardi! Quindi fare degli esercizi che integrano il cervello nella dimensione anteroposteriore può servire anche a migliorare la dimensione della memoria perché una cosa è immagazzinare e un’altra cosa è ricordare.

Molto importate la dimensione definita centratura perché l’integrazione del cervello tra la parte alta e bassa.

La parte bassa è chiamata cervello rettile. È un po’ quella parte del cervello che troviamo all’uscita della colonna vertebrale.

Immaginate proprio all’uscita della colonna vertebrale un piccolo nucleo. Quello si chiama cervello rettile perché è il cervello che avevamo milioni di anni fa quando eravamo dei rettili.

E la sede di questa parte del cervello è la sede delle emozioni. Cioè della parte più ancestrale.

Mentre la parte più esterna, quella che viene definita neocorteccia è la parte che si è formata molto più recentemente e quindi è la sede più della razionalità.

Quindi avendo una integrazione sulla lateralità riusciamo ad usare meglio la nostra capacità logica e la nostra capacità intuitiva-creativa.

Avendo una integrazione nella parte anteroposteriore abbiamo una migliore memoria ma abbiamo anche tanti altri vantaggi e una integrazione nella parte alto basso chiamata centratura è un migliore equilibrio emozionale.

Quindi se non ho equilibro emozionale, quindi che cosa succede?

Io parlando non da medico-neurologo dico abbiamo due gruppi di persone: persone dalla miccia corta e persone dalla miccia lunga.

Le persone con la miccia corta sono persone che emozionalmente non riescono a trattenere la propria emozionalità e quindi si infiammano con grande rapidità.

Senza fare nomi e cognomi io penso che ciascuno di voi ha persone che può etichettare in questo momento, nella sua memoria, come persone dalla miccia corta, più o meno corta. Poi ci sono persone dalla miccia lunga.

Quali sono? Quelle fredde. Fredde vuol dire che non riescono a dichiarare i loro sentimenti.

Magari li provano ma non riescono a dichiararli. Poi ci sono quelli molto freddi che nemmeno li provano, ok?

Quindi è importante avere integrazione su queste dimensioni ma prendiamo la dimensione della lateralità che è quella per cui oggi siamo qui…