Scommetto che presto sarà la nuova tendenza in fatto di benessere: si chiama Mindfulness, parola che in italiano potremmo tradurre con “consapevolezza” o “attenzione consapevole“.
E’ un mix di pratiche orientali correlate alla meditazione con l’obiettivo di liberare la mente da stress e preoccupazioni, e renderla più aperta a cogliere le informazioni che le si presentano di giorno in giorno.
Così, il cervello sarà anche più concentrato sugli obiettivi!

Questa secolare tecnica di medicina alternativa, costituita da un’efficace alchimia di antiche pratiche orientali,  sta guadagnando popolarità come un modo per alleviare lo stress e potenziare la concentrazione, tanto che viene adottata nelle più moderne scuole pubbliche, ospedali e campus militari oltreoceano… persino Google l’ha scelta per i propri dipendenti!

mindfulness

Come si svolge una tipica seduta? Un gruppo di massimo dieci partecipanti si trova in un luogo di ritiro in silenzio, inizialmente in una sala e poi via via -tempo e capacità permettendo- all’aperto. Il maestro li guida nelle pratiche che portano alla consapevolezza, attraverso la respirazione profonda, yoga, Qi Gong (una pratica orientale che coinvolge movimenti lenti e contemplativi), e diversi tipi di meditazione, tutti progettati per alleviare il dolore , sia mentale che fisico.
Tra le tecniche adottate una è la cosiddetta “scansione del corpo”, durante il quale gli allievi si stendono su stuoie, mentre un insegnante li guida dolcemente attraverso un inventario mentale che scansiona tutte le loro parti del corpo.
Alla fine della sessione della giornata, il gruppo si riunisce per parlare e condividere le impressioni della giornata, le loro lotte e le sfide di ognuno.

Ci sono alcune regole base da osservare durante una seduta di attenzione consapevole: prima di tutto, non si parla; nessun contatto con gli occhi; bisogna mantenere lo sguardo verso il basso, salvo quando si segue l’insegnante. Perché non si può parlare o guardare l’un l’altro negli occhi? Perché, ci spiegano gli esperti, “queste regole ci permettono di andare più a fondo nella pratica della meditazione e di conservare la nostra energia per il lavoro sulla consapevolezza.”

Ma cos’è, insomma, questa consapevolezza? Raggiungere la consapevolezza significa essere pienamente consapevoli di vivere la vita in questo momento, piuttosto che rimuginare su problemi passati o anticipare gli eventi futuri. Il programma è stato sviluppato da Jon Kabat-Zinn presso l’Università del Massachusetts School of Medicine nel 1979.

La ricerca pubblicata questo mese nel Journal of American Medical Association ha esaminato 47 studi sulle tecniche meditative, giungendo alla conclusione che questa tecnica è quella che rende le persone maggiormente in grado di far fronte alle sfide quotidiane della vita, superando lo stress, la depressione, l’ansia e il dolore. Ma soprattutto tra gli effetti positivi, vi sono una grande capacità di concentrazione ed attenzione.

La tecnica Mindfullness, insomma, si comporta un po’ come un “lavaggio” del cervello, ripulendolo dai pensieri negativi ed ossessivi, e lasciando la mente sgombra per concentrarsi sui propri obiettivi di ogni giorno

E forse concorderai con me che domare una mente errante è davvero impegnativo: ti è mai capitato, ad esempio, quando inizi la lettura di una pagina, di cominciare a pensare ad altre cose, finché, solo alla fine, ti rendi conto che hai letto l’intera pagina senza capire una sola parola? Ecco, la tecnica dell’attenzione consapevole ti aiuta proprio a far sì che ciò non succeda più!