La lettura come l’abbiamo sempre conosciuta

Goooooooooooooodddd Mooooooooooorning Lettoriiiiii!!!

Allora, avete passato delle buone feste? Babbo Natale con voi è stato buono, oppure vi siete dati da fare per rigargli la slitta, rapirgli un paio di renne e bucargli il sacco?

Con me, personalmente, si è comportato molto bene. Forse per il fatto che non gli ho ancora restituito tre dei suoi elfi preferiti… mah…

Comunque, se siete stufi di questo periodo di forzata inattività elucubrativa che risponde al nome di “festa comandata”, rieccomi fra voi per condividere alcune considerazioni pandesche su quella che viene, normalmente, chiamata “lettura“.

Quasi tutti noi pensiamo di usare un solo tipo di lettura. Questo è ciò che ho tratto da anni ed anni di studi e di formazione con millemila studenti di diverse età, sesso, residenza e taglio di capelli.

Molte di queste persone, prima di seguire il nostro corso di lettura veloce, erano convinte di dover per forza leggere qualsiasi cosa una parola per volta, come ci hanno insegnato a scuola. Lo diceva anche Heidi che era tutta colpa della signorina Rottenmeier…

Siamo sicuri che sia cosi?

Quando cerchi un nome nell’elenco del telefono, cosa fai? Leggi tutto quello che vedi o vai molto più velocemente?

la domenica del corriere che parla di caporetto

La disfatta di Caporetto

Oppure, poniamo che tu stia studiando una delle mie materie preferite, Storia, e che ti sia sorto un dubbio: come si chiamava quel generale bambascione che portò le truppe italiane alla disfatta di Caporetto?

Che fai? Vai a rileggerti tutto il libro oppure scorri velocemente le pagine sino ad arrivare alla parola chiave desiderata, in questo caso, probabilmente, “Caporetto”?

Sicuramente quest’ultimo è un metodo di lettura diverso da quello standard ma è comunque un modo di leggere, e viene denominato “lettura scremante“.

Ecco quindi un esempio di metodo di lettura che tutti noi, in un modo o nell’altro, abbiamo sempre applicato.

Obiezione

Già sento qualche vocina stritula che, in vena di contestazione, dice: “ma questo non è leggere, buona parte del testo cosi nemmeno lo vedo.”

Ottima obiezione! Davvero.

Che fai, mi sfidi? E a che mi sfidi?

E se ti dimostrassi che non solo tu vedi tutto ma lo “leggi” anche?

Esperimento

Fai un esperimento. Scrivi una lista di nomi e cognomi di persona, molto lunga, diciamo di un centinaio di persone e stampala. Consegnala ad un tuo amico e chiedigli di leggerla, dicendogli di cercare un nome specifico. Chessò, Ajeje Brazorf.

Esperimento

Prova te stesso…

Sicuramente in pochi minuti lo troverà, ma vogliamo scommettere che se in quella lunga lista tu avessi inserito anche il nome e cognome del tuo amico, lui noterà anche quello pur se non era lo scopo della sua ricerca?

Già che sono qui, voglio farti un altro esempio. Sei sempre con il tuo libro di storia, e stai sempre cercando informazioni su Caporetto e, mentre fai questo, “caso” vuole che i tuoi occhi cadano sulla scritta “Armando Diaz”, che è proprio la risposta che non hai saputo dare alla tua ultima interrogazione, quando la professoressa ti ha chiesto “chi sostituì il Generale Cadorna“, e che ti è costata un brutto voto.

Perché questo accade?

Semplicemente perché il tuo cervello immagazzina/legge ogni immagine ma ne porta a livello cosciente solo una parte. Banalizzando, potrei dire che fa emergere quella parte su cui è focalizzato anche se tu non sei conscio del fatto che lo sia.

Prendiamo il secondo esempio. Il nome dell’allegro generale con cui fu sostituito Cadorna, cioè l’Uomo di Viale Diaz, era già presente nella tua neocorteccia e, quando con gli occhi ci sei passato sopra, l’amigdala ti ha inviato un segnale per farti notare quelle parole, perché ha ritenuto che potessero esserti utili.

Cosa è successo quindi?

Pur non avendo letto nel modo che si può definire standard, ossia come ci è stato insegnato a scuola, il nostro cervello ha lavorato comunque per riconoscere quell’insieme di linee, curve e di punti di cui sono composte le lettere. Questo semplicemente perché quell’ammasso di cellule nervose  è preposto a prendersi cura di questa attività. Dare senso alle cose è (forse) il suo compito principale.

Ok, vedo tutto ma se poi non me lo ricordo…

Il nostro cervello è un labirinto

Come ritrovare le informazioni?

Ah però… oggi siamo in vena di dubbi, eh? Comunque hai ragione a porti questo problema. Infatti non basta limitarsi ad infilare nel cervello le informazioni, serve anche riuscire a tirarle fuori nel momento opportuno!

Per fare questo serve maggior rilassamento e concentrazione in modo da incamerare le informazioni e serve anche riuscire a focalizzarsi nel migliore dei modi.

Serve aumentare la velocità con cui leggeremo, per fare in modo che il nostro cervello non si annoi e serve imparare alcune tecniche per rendere efficiente la nostra lettura.

Nulla che non si possa imparare in un mese con il programma di esercizi mirato contenuto nel nostro corso di lettura veloce multimediale oppure, ovviamente, dedicandoci molto più tempo, con gli esercizi che potrai trovare nei vari articoli che ti ho linkato qua oggi