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Volevo parlarti di quando lo studio o il lavoro diventano stressanti, pesanti, angoscianti e monotoni.

Ti portano via tempo, spazio e concentrazione che potresti impiegare magari in qualcosa di molto più piacevole: sport, amici, amore… Chi te la fa fare di rimanere su libri o pratiche d’ufficio per ore e ore quando fuori c’è il sole, ci sono i saldi o c’è un bel programma in televisione?

Questo testo iniziale è un esempio di atteggiamento completamente improduttivo per svolgere al meglio un compito. La nostra condizione mentale infatti influenza tantissimo la nostra produttività e l’efficacia delle nostre azioni.

Per rendere efficace il tuo apprendimento o lavoro, mi prendo la libertà di darti alcuni consigli.

Primo, serve un’organizzazione: così come per predisporre una riunione importante anche per preparare un esame bisognerebbe iniziare la pianificazione con il giusto anticipo: questo serve per non arrivare con l’acqua alla gola, con relativo stress e una condizione mentale poco produttiva.

Secondo. Nella pianificazione è necessario prevedere imprevisti, che secondo i più importanti studiosi di gestione del tempo, vanno dal 30 al 40%. Un consiglio pratico?

  • Se hai 5 ore libere nella tua agenda, destinane al massimo 3 e mezzo al lavoro, perché 2 ore circa saranno bruciate da imprevisti e “ladri del tempo” (telefonate, visite inaspettate, urgenze impreviste, ma anche tua svogliatezza :-)
  • Se pensi di impiegare 6 giorni per terminare un tuo programma di studio o lavoro, calcola subito che circa 2 giorni se ne andranno in imprevisti. Quindi prevedine 8 sin dall’inizio!
  • definisci sempre e con chiarezza non solo una data/ora di inzio ma anche una di fine.

Terzo. Procurati tutto il materiale necessario in anticipo: questo ti permetterà di non distrarti e di non interrompere il lavoro per cercare questo o quello…

Quarto. Sono sconsigliati inoltre luoghi o posizioni stravaganti, che non ti consentono di rimanere concentrato a lungo.

Infine, quinto, cosa più importante, rilassati ed evita di farti domande ad “energia negativa”, come: “Perché a me? Perché devo farlo proprio io? …”.

Sono domande che non migliorano certo la tua predisposizione al lavoro. Ricorda: il tuo cervello cerca di rispondere a qualsiasi domanda gli si ponga, anche a distanza di tempo.

Focalizzati piuttosto su come svolgere l’impiego al meglio per te e sopratutto per il tuo valutatore: professore, capo o superiore.

Questo viene definito l’ABC dell’apprendimento e dell’efficienza. Sono consigli semplici ma basilari per ottenere maggiori risultati evitando stress e angosce che provocano distrazioni, sono nocive per il nostro fine e, soprattutto, per la nostra salute.

Alla prossima e… buoni risultati!


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