Qualche giorno fa Tony, un lettore di Memosystem, ha commentato l’articolo “Migliorare la concentrazione nello studio. 5 strategie efficaci” ponendo questa sua problematica: “ultimo esame… ho detto tutto! È arrivato il momento di spingere ed invece mi sono scocciato e non ho più voglia di studiare. Inizio a leggere e non riesco ad andare oltre il primo capitolo. Non è che non apprendo, anzi, ma non riesco proprio ad oltrepassare quella fatidica pagina 55! Hai qualche consiglio da darmi?”

Strappare una pagina del libro se non si ha voglia di leggerla!

Non facciamoci bloccare da una pagina!

Caro Tony, la prima risposta che mi viene in mente sarebbe quella di dirti di strappare questa benedetta pagina 55.

E che ci sarà mai di così importante? Le prime 54 ipotizzo tu le conosca ormai a memoria, no? E allora parti dalla 56 e vai oltre… 😉

Bene. Dopo aver parlato molto più seriamente di quanto credi, dandoti un ottimo esempio della tecnica superninja nota come “se non puoi buttare giù il muro, allora giraci intorno”, vediamo come possiamo risolvere la questione alla pandamaniera.

Tu stesso dai la motivazione della problematica: ti sei scocciato. Tranquillo, è normale. Dopo anni passati a studiare sui tomi in modalità “gobbo di Recanati” siamo quasi al gran finale e… ti è venuta la “Sindrome del Ciclista della Domenica”. Hai presente?

La motivazione per arrivare in alto

Per riuscire ad arrivare in cima servono le motivazioni giuste

Non so se ti è mai capitato di assistere ad una gara di ciclismo, quando gli atleti arrivano a dei passaggi storici, come ad esempio il Passo del Pordoi. Lo conosci?

È una salita insidiosa, che a volte da l’idea di essere più facile di quella che è in realtà ma, allo stesso tempo, una volta arrivati in cima ti fa dire “ce l’ho fatta!”.

È un pezzo mitico di storia dello sport e molti provano ad affrontarla, professionisti o semplici amatori, tutti animati dal mettersi alla prova, o dal “premio” che riceveranno al traguardo.

Ecco, il ciclista della domenica è quello che parte, armato di tutto punto, comincia a pedalare con l’iniziale convinzione di arrivare sino alla fine ma poi, pedalata dopo pedalata, anche se è quasi arrivato alla fine, chissà perché comincia a perdere lo “smalto” iniziale.

Pian piano viene superato da altri corridori, più convinti, o più determinati, o forse con più potenti mezzi atletici e questo non fa altro che acuire quel senso di “ma che palle!” che comincia a farsi sempre più strada.

E più questo senso aumenta e meno il nostro eroe ha voglia di continuare a pedalare. Magari ha cominciato anche a dimenticare il “perché” abbia iniziato a correre…

Non che abbia perso la forza di spingere e men che meno ha dimenticato come si pedala. Assolutamente. È solo che tutta la situazione che si è venuta a creare, molto semplicemente, lo ha chiuso in un circolo vizioso. E, magari, la perdita di quel “perchè” ha creato anche un senso di insolito smarrimento. Con i risultati che immagini.

Allo stesso modo, non è che tu non apprenda più, anzi… è solo che ti sei fermato ad un grosso incrocio, e sei smontato dalla bici. Ed è inutile che ti dica quali sarebbero i risultati, se non ri-cominciassi a muoverti, giusto?

In questo caso specifico, poiché tu stesso dici di non avere problemi di apprendimento, direi di tralasciare utili discorsi su metodi di studio e trucchi da esaminando all’ultimo stadio per andare diretti ad un altro capitolo: la motivazione.

È tutta qui la risposta al tuo problema. Fidati, non è così grave come sembra e, soprattutto, ti ci vorrà poco per ritrovare lo smalto dei tempi migliori.

Ovviamente fatto salvo che tu ne abbia realmente voglia 😉

Perché ti dico ciò? Perché una delle funzioni primarie della nostra mente è provare a se stessa di aver ragione! Forse ti starai chiedendo cosa c’entri questo con quello di cui parliamo.

È molto semplice, e te lo spiego subito: la nostra bella “testolina” farà di tutto per mantenersi coerente con quello che è stato precedentemente decretato come “vero”, quindi più si rimane nella condizione “non ne ho voglia” più è chiaro che la nostra mente ce ne farà provare sempre meno… Indipercui, la mia domanda è:

VUOI veramente andare “oltre”? Se si, continua a leggere, altrimenti… beh, puoi solo sperare che il tuo ultimo esame verta soltanto sugli argomenti delle prime 54 pagine del libro 😉

Esistono mille modi e mille tecniche per motivarsi a fare qualcosa, ed infatti ne potremmo parlare fino alla prossima reunion di Licia & i Beehive; ma quello che è interessante è che ognuna ha le proprie peculiarità ed i propri schemi e, soprattutto, ogni persona ha la sua “preferita”.

Poiché non ti conosco, non posso dirti a priori quale funzionerebbe meglio per te, ma vedremo come posso aiutarti a scoprire qualcosa che con te ha sicuramente già funzionato, nel passato.

Tu hai scritto che è arrivato il momento di “spingere”. Lodevole intenzione, ma analizzando il verbo che utilizzi esso presuppone, per sua stessa definizione, una certa fatica nell’esecuzione.

Spingere o tirare

Preferisci essere tirato o spinto?

Ne convieni? Io, sarà per deformazione professionale, preferisco associare le cose faticose ad altro, tipo i film polacchi con i sottotitoli in uzbeko, piuttosto che ai libri.

Come sarebbe invece se fossi tu ad essere “spinto”? Se ci fosse una forza positiva ed inarrestabile che ti porta verso il tuo obiettivo? O, se preferisci, una “tensione” che ti tira verso di esso?

Questo dipende da come a te piace di più. Preferisci essere spinto o tirato? Sembra una sottigliezza ma…

Ordunque ti propongo un bel giochino, che necessita sostanzialmente di due cose:

    1. la tua fiducia in Memosystem
    2. 10 minuti di concentrazione solitaria.

Come vedi le richieste di base sono molto semplici, giusto?

Quindi, veniamo a noi: chiuditi nella tua stanza, appendi il cartello “SONO IN RIUNIONE CON ME STESSO” e, prima di dar fuoco alle polveri, leggi bene tutto quello che troverai qui di seguito:

  1. Mettiti in una condizione rilassante. Qualunque cosa ti rilassi va bene: una poltrona, una sedia, il silenzio assoluto oppure una leggera musica di sottofondo. L’importante è che tu si senta a tuo agio e che sia in un totale, positivo, relax.
  2. Ricorda di una volta in cui hai fatto la cosa che ti piace di più al mondo. Quella cosa X che ti fa uscire di testa talmente tanto che la notte non vorresti dormire pur di non smettere di farla, e la mattina ti fa scattar fuori dal letto perchè non vedi l’ora di cominciare. Ce l’hai?
    Può essere qualunque cosa, dal giocare con il Dolce Forno Harbert

    Dolce Forno Harbert

    Il “mitico” dolce Forno Harbert

    a ballare la mazurka in tanga zebrato cantando uakauaka… tranquillo, non dovrai dirmi nulla in proposito. Rimarrà un tuo segreto.
    L’importante è che sia la cosa più motivante che ti viene in mente e, che sia un qualcosa che hai già fatto almeno una volta.
    Ora ti faccio una domandina facile facile: quando sei veramente ma VERAMENTE motivato a fare qualcosa che ti piace, quando sei in quella condizione per cui non vedi l’ora di “muovere il fondoschiena” come ti senti internamente? Cosa ti dici? Cosa vedi? Come ti muovi?
    Fai caso a tutte le sensazioni che provi nel corpo e a tutto ciò che c’è di “esterno”.

  3. Ora immedesimati profondamente in questa esperienza X, proprio come se la stessi facendo in questo momento, proprio ORA, in prima persona: vedi quello che vedevi allora, ascolta ciò che ascoltavi, sentiti totalmente come ti sentivi allora.
  4. Vivi totalmente questa esperienza. Se ci sono dei colori rendili più vivi, più accesi, più luminosi; se ci sono dei suoni alzali e rendili più potenti, se c’è una musica alza il volume nel modo che più ti piace, se ci sono delle sensazioni rendile più vive…
    Immagina di avere in mano un telecomando magico, un apparecchio che ti permette di fare quello che vuoi, schiacciando i suoi tasti, semplicemente volendolo, proprio adesso.
  5. Ora senti la tua voce che ti incita, con il tono più potente ed ispirante che vuoi, come se fossi allo stadio, o ad un concerto: “VAIIIIIII COSI’!!! FORZAAAAAAAAAAAAAAA TONYYYYYYYYYYYYYYY!!! SEIII IL MIGLIOREEEEEEEEEEEEEE!!!”
  6. Adesso, mentre senti tutte queste sensazioni positive dentro di te, quando sei al culmine della motivazione, schiaccia insieme il pollice e l’indice della mano destra per 5-6 secondi, poi apri la mano. Ora apri gli occhi e fai un bel respiro.
  7. Ripeti i passi da 2 a 6 almeno altre 3/4 volte (o anche di più, a tuo piacere) ed ogni volta amplifica di più le sensazioni positive che provi, per 10, per 100, per 1000 volte… puoi sentire tutte le esperienze positive che vuoi, per tutto il tempo che vuoi, ed OGNI volta termina premendo insieme il pollice e l’indice della mano destra per 5-6 secondi e poi apri la mano.
    Ogni volta che farai questo gesto, premere insieme il pollice e l’indice per qualche secondo, il tuo corpo sarà pervaso da tutte le sensazioni positive che hai provato e che hai “collegato”.
    Ed ora, una volta che hai fatto tutti questi passi per 3-4-X volte di seguito, arriviamo al Test per verificare che tu sia in dolce attesa di una laurea in breve tempo:
  8. Prendi il tuo libro, mettiti nella tua posizione da studente preferita, quella con cui ti senti più carico e più attento possibile, quella che ti ha permesso di studiare con successo nel passato, poi quando è tutto pronto, schiaccia insieme il pollice e l’indice della mano destra e… BUON DIVERTIMENTO!!! 😉
Ricarica di motivazione

Fai una ricarica alla motivazione… è gratis

Ora, ogni qual volta avrai bisogno di far ruggire il tuo motore della motivazione, potrai farlo nel più breve tempo possibile semplicemente schiacciando insieme le ditina magiche.

Prima di salutarti ti aggiungo che l’effetto di questa procedura, che si chiama “ancoraggio” (e che serve a richiamare praticamente a comando gli stati emotivi desiderati) ha durata infinita se la ripeti ciclicamente.

Come per le batterie ricaricabili, ogni tanto devi semplicemente rimetterla sotto tensione. Quindi, se dovessi sentire che l’effetto comincia a scemare, non devi fare altro che ripetere nuovamente i passi da 1 a 7, per tornare “Il Tony più motivato di sempre!”

Di solito questa procedura la pratico “live” con i miei clienti, in modo da poterla settare sulla base anche delle loro risposte “inconsce” quindi, caro Tony, una volta che avrai messo in pratica i miei consigli ti chiedo, se puoi, di tornare qui sul sito di Memosystem per darmi un feedback in materia.

Come è andata? Come ti sei sentito? Ti sei rilassato? È stato semplice? Hai avuto delle difficoltà in qualche passaggio? Se ci sono state, come si sono manifestate? Ecc.ecc.

Il tuo feedback sarà molto prezioso, e mi permetterà di regolare meglio le procedure scritte, per darvi il miglior servizio possibile, qui su Memosystem, quindi ti ringrazio fin da ora.

Ovviamente estendo il mio invito a rilasciare un feedback anche a tutte le persone che ci leggono e che vorranno testare la procedura. Grazie anche a voi i vostri commenti sono importanti per me!

Ah, quasi dimenticavo. Tony, è inutile dire che nella tua prossima tesi di laurea sarebbe bello ci fosse scritto anche “A Panda, con stima e MOTIVAZIONE!”

In bocca al libro.

(Se vuoi avere maggiori informazioni su come studiare e motivarti allo studio scopri il nuovo corso di apprendimento targato Memosystem!)

Se invece vuoi conoscerme meglio il “Panda” vai sul sito www.effettopanda.com/