Ti sei mai reso conto che la maggior parte dei nostri risultati non sono solo dettati da quanto si studia ma anche (e sopratutto) da come si riesce ad entrare in comunicazione con gli altri?

Le persone possono essere divise (generalizzando, non esistono categorie fisse) in tre distinte categorie: visive, uditive e cinestetiche. Esse danno luogo a tre corrispondenti modi di comunicare, a seconda delle diverse sensibilità.

Il “tipo visivo” entra in una stanza e per descriverla incomincia a illustrare tutto ciò che vede, dal generale al particolare. Di solito parla velocemente, gesticolando molto e quando saluta potrebbe dire cose tipo: “Ci vediamo!”.

L’”uditivo” descrivendo la stessa stanza porrebbe in maggiore risalto i suoni e le voci delle persone. Quando saluta dice: “ Ci sentiamo!”. Un uditivo molto famoso è il presidente del consiglio.

Il “cinestetico” invece sente le emozioni, le sensazioni che la stanza provoca in lui. Ha sempre una maggiore sensibilità al tatto, al gusto, all’olfatto e…al 6° senso! Quando saluta gradisce un abbraccio o comunque un contatto.

E’ importante che tu ti renda conto quale è la modalità che sta usando in quella particolare situazione la persona che  hai di fronte per poterti meglio “sintonizzare” sull’altro e fargli cosi arrivare il tuo messaggio in modo più efficace.

Quando parli con un “cinestetico”, ad esempio, è poco consigliato esprimersi in modo “visivo”, potresti creare una discordanza comunicativa e se la persona deve valutare una tua offerta o esprimere un giudizio su di te, molto probabilmente non valuterà positivamente ciò che gli è stato proposto…