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O ricordi o impari!
Tranquillo, non è una minaccia della serie “chi non ha testa ha gambe”, bensì il risultato di una recente scoperta in seguito ad un esperimento condotto dall’Istituto Swammerdam dell’Università di Amsterdam.
Gli scienziati hanno infatti concluso che il processo di apprendimento e quello di memorizzazione sono di fatto… in competizione! Non possono cioè avvenire contemporaneamente, poiché regolati dalla stessa area del cervello.
Dagli esperimenti si è appreso che se le due fasi sono troppo ravvicinate nel tempo (nell’ordine di secondi) o addirittura contemporanee, si riscontrano delle anomalie nelle informazioni da apprendere, proprio come se le due funzioni andassero in conflitto. Per risolvere questo conflitto si attiva infatti in modo massiccio anche la corteccia prefrontale ventrolaterale, nel tentativo di facilitare il passaggio dall’una all’altra fase.
E’ evidente quindi che se durante un processo di studio (scolastico o lavorativo) è richiesto anche il ricordo di argomenti o informazioni immagazzinate precedentemente, sarà necessario che tale ricordo sia particolarmente efficace e rapido per non intaccare il processo di apprendimento delle nuove informazioni.
Ecco perché le tecniche di memorizzazione veloce portano, anche, a un miglior apprendimento. Nuovi studi si annunciano a riguardo: non manchero’ di tenerti informato.
L’apprendimento in 4 fasi
Sarai d’accordo con me che ogni volta che ci accingiamo a compiere un’impresa, il nostro sogno è quello di raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo :-)
Troppo spesso invece viviamo situazioni dove a fronte di un enorme dispendio di energie otteniamo solo risultati modesti…
E ciò purtroppo accade spesso anche nello studio: ma è possibile ottenere il massimo con il minimo sforzo? La risposta è SI… ma solo se conosci i giusti metodi e “malizie” !
Ad oggi l’unica cosa certa è che “studiare di più” non basta, anzi, spesso comporta solo maggiore stress a parità di risultati. Ciò che serve è una marcia in più, una sorta di turbo che faccia la differenza soprattutto quando siamo stanchi.
Eccoti una prima pillola, una semplice sigla (A.C.O.R.) dietro alla quale però si nascondono tutti gli ingredienti per una strategia di studio vincente.
Fai un rapido check…. e verifica quale ti manca!
La prima fase è l’ Acquisizione , ovvero la presa di coscienza degli argomenti tramite l’ascolto e la lettura. Vuoi la massima qualità?
Allora durante questa fase il tuo cervello deve essere in fase “Alfa” (in pratica devi essere rilassato), solo così riesce al eliminare fino all’82% la distrazione.
Quante volte infatti ti è capitato, a causa della distrazione, di non riuscire a seguire con attenzione un discorso, captandone, al massimo, solo qualche parte? Oppure quante volte ti è capitato di leggere un testo e dopo qualche minuto accorgerti che l’occhio continuava ad avanzare ma la mente pensava a tutt’altro?
Se poi vuoi la massima efficienza, vengono in aiuto i metodi di lettura veloce e di rilassamento che permettono di aumentare la velocità di lettura di pari passo con la comprensione.
La seconda fase è detta della Comprensione: non possiamo passare alla terza fase se prima non siamo certi di aver compreso pienamente i concetti e i dettagli espressi nel testo o nel discorso. Qui perdonami, ma dipende più dall’intelligenza che da altro… :-)
La terza fase è chiamata Organizzazione , ovvero ordinare ed impostare le informazioni in modo da poterle studiare ed imparare. L’imperativo è: capacità di sintesi.
Anche qui sorge qualche difficoltà. Ad esempio:
- il problema del prendere appunti quando in una lezione non conosciamo approfonditamente l’argomento trattato e l’esposizione è troppo veloce;
- oppure la sottolineatura che, dopo qualche pagina, si trasforma in una linea interminabile che invece di evidenziare solamente i concetti principali ricalca tutto il testo.
Fondamentale in questa fase è: sottolineare, schematizzare e organizzare l’intero materiale di studio nel modo più efficace e redditizio.
Come? Con le Mappe Mentali© ! Ad oggi sono il miglior sistema con cui organizzare non solo schemi e discorsi, ma anche lunghi e complessi programmi.
La quarta e ultima fase è quella del Ricordo; qui il turbo è costituito dalle tecniche di memoria che permettono di fissare in modo efficace e duraturo qualunque tipo di dato o informazione.
Alla prossima e buon lavoro!
Il cervello cambia a seguito delle esperienze
I ricercatori della University of Washington hanno scoperto l’esistenza di alcuni neuroni nel nostro cervello, il cui funzionamento spiega come uomini e animali possano apprendere dalla loro esperienza.
Utilizzando una nuova tecnica di neuroimmagine, chiamata Arc cat FISH, i ricercatori hanno visualizzato singoli neuroni dell’amigdala in topi da laboratorio, che si attivano quando all’animale viene dato un compito d’apprendimento associativo.
Hanno quindi scoperto che i circuiti nel cervello possono cambiare a seguito di un’esperienza.
Durante la ricerca, si è potuto così osservare direttamente il luogo specifico dove si ritiene avvenga l’apprendimento e come tali neuroni hanno risposto sia a uno stimolo condizionato, una soluzione di saccarina, sia ad uno stimolo incondizionato, litio cloride che ha reso i topi assetati.
E a te, quale esperienza ti ha permesso di capire meglio un qualcosa che sino ad allora avevi studiato solo nei libri?